Ostacoli più frequenti alla pratica dello yoga

Cos'è che ci fa desistere dalla pratica dello yoga? Ecco di seguito alcune delle cause più frequenti 😊

Il dolore:
Succede spesso, specialmente nei primi mesi di pratica, di provare delle sensazioni dolorose in varie parti del corpo.
Queste sensazioni sgradevoli sono provocate principalmente da due fattori:
a) la tensione a cui i muscoli e le giunture irrigiditi sono sottoposti.
b) lo stato di intossicazione del corpo.

Seguendo una dieta leggera e idonea, meglio se vegetariana e con una pratica regolare, le sensazioni sgradevoli di tensione e dolore spariranno nel giro di poche settimane o al massimo qualche mese.

Il desiderio di muoversi:
E’ questa una delle principali cause di insuccesso nella pratica delle Asana (posizioni yogiche). La mente, abituata a saltare da un oggetto all’altro, impone anche al corpo dei continui, involontari, dannosi movimenti. E così, quando noi immobilizziamo il corpo in un’asana, anche se semplice e che non causa il minimo dolore, subito la mente, non trovando più risposte nel corpo, per una sorta di paura della solitudine, si mette in agitazione provocando una moltitudine di pensieri e sensazioni per spingere il corpo al movimento.
Si dovrà essere molto saldi e mantenere rigorosamente l’immobilità; per effetto dell’associazione che la lega al corpo, la mente rallenterà i suoi movimenti, le immagini si faranno più rare e nitide, così come più nitidi saranno i pensieri e le sensazioni e la coscienza della cause che li hanno provocati.

L’incostanza:
La pigrizia e la paura di non riuscire sono le principali cause dell’incostanza. Così dalla pigrizia nasce il fallimento, e da lì la paura di fallire ancora, che è un’ottima scusa per non provare di nuovo.

Il confronto:
Nelle classi di yoga ci sono persone più flessibili e altre meno, alcune perchè hanno più esperienza di pratica alle spalle e altre semplicemente come dono della natura; per una persona, soprattutto all'inizio della pratica, confrontarsi con queste persone è sicuramente deleterio e scoraggiante.
Ricordiamo che se pur tipico dell'attitudine umana, il cosiddetto confronto non solo non è funzionale, ma ci fa perdere preziosa energia e il corpo va sempre rispettato nel momento in cui si trova; esistono tra l'altro diverse varianti delle asana e ognuno può praticare in base alle sue possibilità.
Inoltre la competizione è tipica della cultura occidentale ed egoica e non ha nulla a che vedere con l'antica disciplina yoga.

La mente che mente:
I quattro punti succitati influenzano negativamente la nostra mente che inizia a dirci: "lo yoga non fa per me".

"Malattia, apatia, dubbio, indolenza, superficialità, intemperanza, concezioni erronee, incapacità a raggiungere lo stato estatico, instabilità; questi nove elementi determinano la distrazione della mente e costituiscono gli ostacoli allo Yoga."
(Patanjali - Yoga Sutra)

Buona pratica a tutti e soprattutto, restiamo consapevoli! 😉

Subala


foto presa da A tutto Yoga

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